Evoluzionismo politico.

Ieri mi sono trovato a parlare di politica in chat con un collega tedesco. E' sempre divertente parlare di politica coi tedeschi perche' le domande che fanno sono molto innocenti ma a volte estremamente ficcanti.Per esempio, quando gli spiegai della cronologia delle vittorie , con la proporzione di vittorie e sconfitte tra destra (CDU) e sinistra (diversi partiti).

POiche' loro hanno avuto sia Brandt che Schroeder che altri, la domanda che mi e' stata posta e' "come e' possibile che un partito sopravviva a 50 anni di sconfitte consecutive?".


La domanda e' molto piu' penetrante di quanto possa apparire: l' Italia e' il solo paese nella galassia nel quale un partito ha potuto sopravvivere ad una serie di sconfitte consecutive senza scomparire del tutto. Questo non e', in effetti, un caso normale. Il principale partito di opposizione, in generale, deve vincere qualche volta, altrimenti viene abbandonato, o e' costretto a rinnovarsi radicalmente.

Il problema e' ancora peggiore se pensiamo allo spoil system e al sistema di finanziamenti: un partito che perda per 20 anni di fila, o per 30 anni di fila, perde completamente la fiducia dei finanziatori e perde tutte le posizioni piu' "succose", col risultato che chiude per mancanza di fondi.

Ho dovuto spiegare che il PCI si e' specializzato, nel tempo, al fine di vivere all'opposizione. Si e' cioe' specializzato, con strategie locali e/o globali, nel garantire ai propri membri uno stile di vita adeguato ed una vita politica adeguata, in modo da potersi finanziare nonostante 50 anni di sconfitte consecutive.

In qualche modo, il PCI si e' adattato alla situazione, al fine di garantirsi i fondi e di piazzare i propri parlamentari in parlamento. Ogni parlamentare, oltre a condurre uno stile di vita adeguato e premiante, forma gruppi parlamentari (=soldi), crea giornali politici (=soldi), eccetera, al fine di fare una vita da nababbo. Per l'opposizione ci sono membri del CSM, membri del CDA RAI, membri della corte costituzionale, a volte (spesso) presidenti della Repubblica , RAI3, eccetera.  Per ottenere questo, il PCI e' riuscito a:


  1. Indottrinare la propria base ad accettare la sconfitta come parte normale del destino politico del partito. "Siamo troppo avanti", "siamo troppo intelligenti per il paese", e tutto l'armamentario ideologico, non servono altro che ad educare la base a non chiedere l'azzeramento della classe dirigente nonostante una storia catastrofica. "Gli americani non permetteranno mai che noi andiamo al potere", infatti, non puo' giustificare il risultato elettorale. Certo, se avesse vinto il PCI durante la guerra fredda gli americani sarebbero intervenuti. Ma NON-HANNO-MAI-VINTO.
  2. Indottrinare o premiare i finanziatori ad accettare le continue sconfitte alle politiche nazionali come parte ordinaria della storia del partito. Il potere gestito dall'opposizione e' evidentemente sufficiente a garantire ai finanziatori dell'opposizione un ritorno di investimento, e quindi i finanziatori non sono mai troppo insoddisfatti delle sconfitte: il problema e' solo "riuscirai lo stesso a mantenere la tua promessa"? Se la risposta e' "si", tanto basta loro.

In pratica, le sinistre italiane si sono specializzate nel vivere confortevolmente all'opposizione. Si tratta di un adattamento, come per le balene che si sono adattate a vivere in acqua. In nessun altro paese un partito ha potuto resistere a 60 anni di sconfitte pur rimanendo mainstream. Il guaio e' che, ovviamente, questa risposta mi ha esposto ad una domanda ancora piu' devastante:


MA VOGLIONO DAVVERO VINCERE? 

La domanda non e' banale come sembra, perche' il mio collega non ha usato "wunschen" per chiedermelo, cioe' non mi ha chiesto se "vogliono" vincere. Mi ha chiesto se "kampfen", se effettivamente  lottano per vincere.  

Qui e' piu' difficile rispondere, e dopo qualche riflessione devo dire: NO. No, mi spiace, l'opposizione non ha mai VOLUTO vincere. Innanzitutto perche' non hanno alcun interesse nel farlo. Come ho gia' detto , sono strutturati e specializzati per vivere benissimo all'opposizione. 

Anzi, esaminando attentamente la loro storia politica, direi che non solo non vogliono davvero vincere e competono per i posti all'opposizione, ma PIANIFICANO di perdere e di stare all'opposizione perfettamente coscienti di farlo.  E non solo: quando hanno avuto l'onere di essere al governo, hanno COSCIENTEMENTE e scientificamente operato in modo da cadere, per liberarsi del fardello.

Ci sono alcune cose che mi convincono di questo, innanzitutto l'autolesionismo. E' semplicemente impossibile che dei politici navigati non si rendano conto dei disastri che combinano. E' impossibile che Weltroni non sapesse che genere di scompiglio avrebbe creato ritornando in ballo contro Bersani. E' impossibile che Vendola non sappia che sta indebolendo Bersani sfilandogli il terreno da sotto i piedi prima di probabili elezioni.

Non era possibile che Mantovano non sapesse che genere di casino si sarebbe ottenuto portando Ochalan in Italia. Non era possibile che Weltroni non avesse saputo che cosa ne sarebbe risultato dichiarando che il PD non si sarebbe alleato con gli alleati di governo di Prodi. 

Sebbene siano dei fessi , non sono cosi' stupidi. Sono comunque arrivati ai vertici di un partito ove camminare con le spalle al muro non serve perche' anche i muri hanno la minchia. Sono comunque stati sindaci di citta' dove la politica c'era, era infida, e sono sopravvissuti.

Essi non possono non sapere che "si stanno facendo del male", per usare un loro termine. Non possono non sapere quali siano gli effetti di rilasciare gente come Colombo e Serra su La Repubblica. Non possono non capire che facendo queste cose si perdono consensi. 

MA la domanda vera e': perche' mai andare al governo, quando ci si e' specializzati nel vivere ugualmente bene all'opposizione? Voglio dire: fare opposizione in Italia e' semplice. Basta criticare. Basta dire no. Basta urlare. Basta portare in piazza la gente coi cartelli.  Basta indignarsi. Basta schifarsi. 

Nessuno si aspetta niente da voi, se siete all'opposizione: potete dire quel che volete, a patto di essere certi di perdere, cosi' non dovrete poi fare cio' che ci si aspetta voi facciate.

E cosi', diciamolo pure: in Italia la vita all'opposizione e' una gran bella rendita. Se qualcosa vi puo' garantire che avrete quel tot% di sedie in parlamento per i prossimi decenni, e siete riusciti a non farvi mandare a casa dai vostri elettori, in Italia stare all'opposizione vi garantisce una rendita migliore. Non dovete far niente di particolare, dovete solo criticare, potete usare come modello qualsiasi paradiso, tanto nessuno potra' mai mettervi alla prova e capire se siete capaci di costruirlo davvero. Avete perso, ricordate? Il paese non e' pronto alla vostra intelligenza. Siete troppo avanti. Avete la scusa pronta. 

Dopo qualche riflessione, mi e' chiara una cosa: il PD, ovvero il "principale partito di opposizione" non ha mai davvero tentato di vincere. Quel "farsi male", quel sistematico ed onnipresente talento nel farsi odiare, non sono casuali . Non sono frutto di stupidita' o mancanza di comprensione del paese. Anzi.

Mi sono convinto del fatto che il PD, il PdS, i DS, e forse anche PCI, ormai da decenni  e per decenni abbiano deliberatamente, coscientemente e scientificamente progettato la sconfitta alle  politiche, avendo ormai sviluppato  la capacita' e la specializzazione  che servono ad  ottenere una sconfitta che garantisce comunque abbastanza posti al sole.

Si tratta cioe' di un professionismo della sconfitta, della specializzazione nel poter ottenere un tenore di sopravvivenza piu' che accettabile pur perdendo le elezioni politiche.

Le uniche due eccezioni, le uniche due vittorie, sono avvenute con Prodi: ma Prodi non era un uomo del PCI, era un ex democristiano, ovvero un uomo che veniva da un partito abituato a vincere e governare. Il quale Prodi per ben due volte e' stato affondato, come se i partiti di sinistra volessero liberarsi dal fardello di essere al potere il piu' presto possibile.

Credo che la teoria spieghi molto bene i fatti. 

  1. Il mondo della sinistra e' specializzato nel vivere bene all'opposizione. Ha evoluto una serie di strategie che permettono di gestire e pianificare sconfitte piu' che vivibili. Ha addestrato la propria base ed i suoi finanziatori a rimanervi fedele nonostante le sconfitte. Ha addestrato base e finanziatori a non chiedere radicali cambiamenti nella classe dirigente nonostante decenni di sconfitte e governi miserabili.
  2. Il mondo della sinistra rifugge dal governo, dalle sue responabilita' e dalle relative  aspettative al punto da sabotare se' medesimo nel caso vinca. Lo scopo e' di uscire dalla situazione di governo il prima possibile: la loro base li seguira' per sempre in caso di sconfitta, ma potrebbe abbandonarli (e li abbandona) qualora l'esperienza di governo non sia il sogno continuamente sottinteso dalla loro dialettica.
  3. Di conseguenza, la sinistra pianifica scientificamente, dettagliatamente, coscientemente, e ovviamente segretamente, tutti quei "facciamoci male", tutte quelle "beghe di partito", tutte quelle azioni che la portano lontana dalle responsabilita' di governo, che le fanno perdere le elezioni politiche ma mai di troppo, in modo da ottenere l'equilibrio che essi sono addestrati e specializzati a vivere con maggiore profitto.

Di conseguenza, la mia risposta alla domanda "ma allora le sinistre vogliono davvero vincere" e' molto semplice:

NO.

E probabilmente non hanno,  MAI , davvero voluto vincere. Hanno solo voluto perdere confortevolmente. Hanno pianificato, lavorato e mirato a moltissimi seggi in un ruolo di opposizione. Quando sono riusciti a vincere , hanno sabotato il proprio governo al fine di terminare l'esperienza e tornare al calduccio nei comodi e meno impegnativi banchi dell'opposizione.

A volte, per avere le risposte che servono basta fare le domande giuste. O farsele fare.


Uriel



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