Manifesto del blog.

Lo specchio impossibile.



Uno dei motivi per cui e' bello scrivere e' che (persino nelle vicissitudini che capitano quando i soliti ci si mettono) e' che si e' portati ad indagare le proprie ragioni.Voglio dire, innanzitutto l'idea di chiudere il blog e' un'idea che mi ha dato un senso di soffocamento, e contemporaneamente ha contribuito a spiegare a me stesso per quale ragione scrivo, nel mio caso "irrequietezza".


Ma nello scrivere, anche su un diario (pubblico o meno) quel che si pensa, si finisce sempre per descrivere cio' che si e', ed e' per questo che scrivere aiuta.



Negli ultimi due giorni ho dovuto accettare persone per questo gruppo, e ho ricevuto diverse "presentazioni" (le avevo inventate perche' esiste un "writing fingerprint" che permette di identificare il modo di pensare delle persone ) ma sto iniziando a notare una cosa. Ovvero, la incredibilmente bassa opinione che le persone hanno di se'.



Ora, torniamo indietro un attimo.



Ammettiamo anche che da qui non usciranno premi nobel. Ok. Quindi non mi aspetto che qualcuno arrivi e dica "ciao, sono il futuro premio Nobel". Benissimo.



Tuttavia, partite dall'idea che volete essere iscritti perche' vi piace leggere quello che scrivo, che in qualche modo trovate che sia differente dal resto. Ok, siete anche disposti a spendere tempo per la mia logorrea, cosa che significa che volete "investire" in qualcosa che secondo voi beneficia in qualche modo la vostra mente.



Non discuto le vostre scelte, ma... perche' tanto odio? Voglio dire, nel pensare di chiudere io ho capito che scrivo per una cosa che si chiama "irrequietezza". Benissimo.



Comunque voi chiamiate la forza che vi spinge a leggere, diciamo "esplorazione". Allora, voi state "esplorando" e qualcosa ha attirato la vostra attenzione.


Va bene. Ma in questo senso, siete gia' un gradino al di sopra della media delle persone, che ha smesso di esplorare, e di fatto si limita a portare a spasso un tubo digerente e attende la morte avendo cura di produrre piu' rifiuti ed escrementi possibili. Ma supponiamo anche che NON siate migliori della media. Il fatto di voler leggere qualcosa di certo non vi qualifica come mentecatti.



Ma non e' questo che leggo tra le "presentazioni" e' un insieme di persone ad autostima bassissima. Non e' che io sia di quelli che devono camminare sulla carbonella per avere successo o una specie di Visconte Cobram che vuole arrivare in Tibet con la bicicletta senza sella , ma ... diavolo, non vi rendete conto di essere vittime di una specie di effetto Pigmalione al contrario, che vi ha convinti di essere delle merde?



Nell'uso comune, dice la Treccani, un pigmalione e'  chi assume il ruolo di maestro nei confronti di persona rozza e incolta, spec. una donna, plasmandone la personalità,  sviluppandone le doti naturali e affinandone i modi.  Nella leggenda, Pigmalione crea una statua di avorio, della quale si innamora, e chiede ad Afrodite di farne una donna da sposare, ovvero crea, in un certo senso, la donna che sta cercando partendo da materia piu' bruta.



Un effetto Pigmalione al contrario, dunque, e' l'effetto per il quale qualcuno che non vuole essere superato in una gara qualsiasi convinca i propri concorrenti di non  essere in grado di sostenere la gara. 



Un professore mediocre a scuola, dei colleghi mediocri, un capo mediocre: tutti hanno l'interesse a demotivarvi, a convincervi di valere poco, di non essere capaci di nulla. Non posso ovviamente prendere quel che scrivete come esempio, ma posso cercare di riassumere la descrizione che mediamente date di voi:


Ciao Uriel, sono un peone senza intelligenza. Faccio un lavoro di merda, vivo in un posto di merda, e sono cosi' vuoto che ho bisogno di leggere quel che scrivi per avere la sensazione di essere vivo. Non ho neanche il coraggio di cambiare e sono una persona grigia e vuota.


Certo, non lo scrivete cosi', ma di fatto il giro di parole non e' nemmeno mai troppo lontano da questo. 



Non e' che io voglia una specie di Pessimisti Anonimi o una setta, ma ... davvero? Davvero ognuno di voi pensa di essere questo, e davvero pensate che la descrizione che date di voi sia reale? 

Uno dei motivi per cui e' bello scrivere e' che (persino nelle vicissitudini che capitano quando i soliti ci si mettono) e' che si e' portati ad indagare le proprie ragioni.Voglio dire, innanzitutto l'idea di chiudere il blog e' un'idea che mi ha dato un senso di soffocamento, e contemporaneamente ha contribuito a spiegare a me stesso per quale ragione scrivo, nel mio caso "irrequietezza".





Ma nello scrivere, anche su un diario (pubblico o meno) quel che si pensa, si finisce sempre per descrivere cio' che si e', ed e' per questo che scrivere aiuta.



Negli ultimi due giorni ho dovuto accettare persone per questo gruppo, e ho ricevuto diverse "presentazioni" (le avevo inventate perche' esiste un "writing fingerprint" che permette di identificare il modo di pensare delle persone ) ma sto iniziando a notare una cosa. Ovvero, la incredibilmente bassa opinione che le persone hanno di se'.



Ora, torniamo indietro un attimo.






Qui c'e' un punto chiave: statisticamente, non puo' essere cosi'. Io non ho scritto da nessuna parte "se vi dichiarate delle merde allora e' piu' facile entrare", e tantomeno ho portato un esempio. Eppure, sono ormai MIGLIAIA le persone che si sono descritte, piu' o meno, allo stesso modo.



LA sfiga e' che poi si scopre che non e' cosi'. Tempo fa ci furono dei post tipo "cosa mi piace leggere" o "cosa mi piace fare", e il risultato e' che non solo esistono hobbies che non pensavo esistessero, ma che in ultima analisi SIETE persone mediamente interessanti.



Quello che vedo e' una strana coincidenza tra due fatti completamente opposti:



  • Il primo e' che tutti voi, nel descrivervi, apparite assolutamente annoiati, pessimisti, privi di autostima, persi nel vuoto.
  • Il secondo e' che poi, nella realta', come emerge  nel parlare e scambiarsi interessi, fate cose, vedete gente, e tutto quanto.

Siete molto migliori delle persone che credete di essere. E quelli che credete essere migliori di voi sono, onestamente - e me ne sono reso conto nelle vicende che conoscete - delle nauseanti distese di piccole miserie umane, vite indegne di essere vissute.

Questo fenomeno si chiama "Disforia". Come la disforia di genere si definisce nella percezione di se' risultante in un sesso opposto a quello biologico, la vostra stravagante disforia e' di percepire voi stessi come persone molto meno interessanti di quanto non siate poi, se coinvolti in una discussione.


Cosi' sono andato indietro a rileggere le discussioni. E ho notato un fenomeno ancora piu' interessante, per chi ha interesse nell'umanita'.



Tutti i thread ove si parlava, che so, di che cosa vi piace fare o che cosa vi piace leggere mostravano quello che definirei un "profondo senso di liberazione".



La sensazione che ho e' che dire "a me piace leggere saggistica sui canguri" abbia prodotto circa la stessa liberazione che si prova facendo una specie di  coming-out, ovvero: nella vita comune devo NASCONDERE che mi piace studiare la storia dei canguri , mentre finalmente qui posso dirlo. Aha.


Aha una cippa. Voglio dire, qui non si tratta di un effetto pigmalione al contrario. Qui si tratta di una sistematica oppressione, che si propone di costringere ognuno a:



  • Nascondere di avere qualsiasi interesse, per evitare di venire assalito da chi, essendo mediocre, teme di essere sorpassato.
  • Costringere chi ha interessi a considerarsi piu' debole , meno interessante, meno creativo, PIU' SOLO: vivere la propria passione in CLANDESTINITA'.
  • Devastare l'autostima di chiunque mostri di uscire dalla mediocrita', in modo che non abbia mai il coraggio di mostrarsi, di socializzare con altri, di mostrarsi per cosa e'.
  • Ridurre queste persone all'INVISIBILITA', lasciando spazio di visibilita' SOLO a chi e' assolutamente mediocre, ma (attraverso il gruppo) e' aggressivo e incombente.

Se io dicessi a tutte queste persone come fare, in che modo uscire da tutto questo, diventerei il santone di una setta. Cosa che non ho intenzione di essere o diventare.


D'altro canto, la chiusura del blog mi ha spinto a chiedermi che forza mi spingesse a scrivere. E sia, l'ho capito. 



L'irrequietezza.



Poi pero' devo chiedermi a chi scrivo, per chi scrivo, che cosa scrivo.



Probabilmente mi illudevo nel dire che il blog NON HA scopi. Era falso. Vedere migliaia di persone letteralmente distrutte nell'autostima , soltanto perche' si e' voluta minare la loro sicurezza ed autonomia (e credetemi, emigrare vi insegna quanto conti l'autostima!) allo scopo di "tenerli cagati" non mi piace per niente. 



Questa mailing list e' servita negli scorsi mesi come luogo di "coming out", ma questo non ha alcun senso: non ho la fiducia che ha Pahlaniuk nei gruppi di supporto, e penso che troppo facilmente si trasformano in delle vere e proprie sette. E che se un processo del genere avviene solo nel chiuso, non serve a niente: il fight club e' una merda perche' si nasconde, cosa che nessun guerriero fa.



Nell'investigare su quel che provo nella chiusura del blog, sto un pochino ridisegnando il mondo attorno a me, nel senso di capire come mai voglio scrivere, perche' scrivo, a chi scrivo, cosa scrivo. Questo e' un periodo di investigazione riguardo a me stesso, che pero' in qualche modo coinvolge anche voi.



Credo che a breve Kein Pfusch riaprira'. Forse ha gia' riaperto, in questa mia nuova consapevolezza.



Ma sara' diverso da prima, perche' chiudere mi ha costretto a chiedermi perche' scrivo. Che forza mi spinge, a chi scrivo, perche' .

Nel senso che ora so perche', so a chi, so per chi, so CONTRO chi, e so cosa scrivere.



Credo sia ora di creare uno specchio. Uno specchio impossibile. 



Uno specchio che vi mostri voi stessi, che vi faccia capire che NON siete delle merde, che le merde sono quelle che vi hanno tolto l'autostima solo perche' non vi bastava l'anestetico che fa dormire loro.


Qualcosa che , in definitiva, spezzi questo assurdo pseudo-pudore per il quale i migliori sono spinti a disprezzare se' stessi, e ad ammirare i peggiori.



Si tratta di un meme da seminare, in fondo.



I salici si piegano al vento, a volte sino al suolo. Sopportano l'umiliazione per dedizione ad un terribile scopo, piu' importante di ogni altra cosa: produrre altri salici.



E quando i salici saranno in numero sufficiente, fermeranno il vento, senza alcuno sforzo particolare.

Il blog continuera' a parlare delle cose che mi va di dire. Rimane un percorso personale. Ma adesso scrivero' le stesse cose in un'ottica molto, molto, molto diversa da prima.

Come al solito, ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto del male, per avermi reso piu' forte. 

Va da se' che verrete ripagati.

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