Vannacci e le mappe.
Poiché Vannacci sta crescendo in visibilità — e qui conviene distinguere: il giornalista medio tende a confondere popolarità e visibilità, mentre qualsiasi analisi moderna delle interazioni sociali separa bene le due cose — si discute sempre più spesso della sua carriera. Alcuni lo chiamano “il generale incursore”, attribuendogli eroismi che nemmeno Cesare. Altri ricordano che, a un certo punto, venne mandato all’Istituto Geografico Militare di Firenze, cioè, nella vulgata, “a fare le mappe”, e ne deducono che forse non fosse questo prodigio professionale. Nella discussione entra anche l’inchiesta sulle spese del periodo moscovita, poi chiusa sul piano amministrativo senza responsabilità per dolo o colpa grave.