Das Böse Büro

Le etichette sono il contrario del pensiero.

Vannacci e le mappe.

Poiché Vannacci sta crescendo in visibilità — e qui conviene distinguere: il giornalista medio tende a confondere popolarità e visibilità, mentre qualsiasi analisi moderna delle interazioni sociali separa bene le due cose — si discute sempre più spesso della sua carriera. Alcuni lo chiamano “il generale incursore”, attribuendogli eroismi che nemmeno Cesare. Altri ricordano che, a un certo punto, venne mandato all’Istituto Geografico Militare di Firenze, cioè, nella vulgata, “a fare le mappe”, e ne deducono che forse non fosse questo prodigio professionale. Nella discussione entra anche l’inchiesta sulle spese del periodo moscovita, poi chiusa sul piano amministrativo senza responsabilità per dolo o colpa grave.

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E nasce un mostro...

Si riflette poco sulla sconfitta statunitense nella guerra con l’Iran. O meglio: se ne riflette pochissimo, rispetto alle conseguenze telluriche che sta per produrre. Siamo già nel dominio delle conseguenze. E, checché ne dica Trump, gli Stati Uniti sono stati sconfitti.

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Si, ma di preciso... cosa?

E anche oggi finisce sulla mia timeline il solito che mi racconta di come alla fine Berlusconi abbia rovinato gli italiani, che le sue televisioni li hanno resi stupidi e ignoranti, e che ha rovinato la politica. Ok, ok. Oggi sono buono e mi arrendo. Cosi', facciamo un gioco. Adesso mi dite, DI PRECISO, cosa vi manca degli anni prima di Silvio. E quando dico di preciso, significa “di preciso”.

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Calcio piagnisteo.

Questo continuo piagnisteo per l’Italia fuori dal Mondiale per l’ennesima volta, questa stravagante e inutile tristezza di gente che guarda i figli e dice: “Ma vi rendete conto che sono cresciuti senza mai tifare Italia ai Mondiali?”, sta cominciando, diciamolo, a darmi ai nervi.

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Remigrazione, programmi fantastici e dove trovarli (dall'archivio, ma sempre attuale)

Che il pensiero magico sia molto diffuso in politica non è certo una scoperta dell’ultima ora. Non c’è quindi nulla di cui stupirsi se, a intervalli regolari, saltano fuori parole o formule che non significano assolutamente niente, e tuttavia vengono trattate come se indicassero qualcosa di concreto. Il meccanismo è sempre lo stesso: si pronuncia un termine, lo si ripete abbastanza a lungo, e a quel punto tutti si comportano come se dietro ci fosse una realtà ben definita.

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Strati geologici di merda: il referendum sulla giustizia.

Essendo io il creatore della Teoria della Montagna di Merda, quando mi trovo a parlare di giustizia e ricevo in risposta onde telluriche di merda, non posso che provare a inquadrarle nella teoria. Perché, alla fine, esiste una retorica ricorrente: frasi prefabbricate che tornano sempre uguali. Ricorrenti, appunto. Non logiche.

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Sulla giustizia di provincia.

L’assoluzione di Dassilva — frutto, in sostanza, di una tecnica d’indagine che consiste nello scrivere un romanzetto diffamatorio contro l’indagato e poi gridare: “Se è uno stronzo, allora sarà stato lui” — insieme a Garlasco e a molti altri casi di malagiustizia, sta cominciando a far emergere un elemento comune: la provincia.

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Cos'e' l'originale e cos'e' un “falso”?

Mi e' capitato di trovare su Alibaba, per poche decine di euro, un “falso” di Apple Watch, prodotto da un'azienda cinese. Mi aspettavo davvero poco, lo volevo solo per andare a passeggiare, nella vita indosso un orologio diverso. Il vero problema e' venuto quando , “giocandoci”, ho scoperto che e' un vero clone. O meglio, probabilmente e' l'azienda che FA questi orologi per Apple. Non si spiegherebbe altrimenti l' OS che sta sul dispositivo, watchOS.

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Complottismi e funzioni di fitness.

La Dead Internet Theory è arrivata anche sui giornali italiani, e come spesso accade quando una teoria complottista diventa abbastanza popolare da essere raccontata dai giornali, il rischio è di buttarla via tutta intera.

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Banche Italiane, o il risiko dei morenti.

Si fa un gran parlare di banche italiane, MPS, Banco BPM, Mediobanca, Generali, Intesa, UniCredit, BPER, Unipol, Crédit Agricole, governo, golden power e “interesse nazionale”. Ma spesso il racconto si ferma alla superficie: l’Italia ha passato decenni a celebrare il piccolo, le microimprese, le banche del territorio, il credito relazionale, il capitalismo di provincia.

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