Das Böse Büro

Le etichette sono il contrario del pensiero.

“Compound Postnucleare”, in Molise un morso identitario che sopravvive anche a chi lo mangia

Mi sono sentito particolarmente ispirato da una amabile recensione superpettinata, QUI IL LINK e ho ricordato di aver visitato, usando la linea Molise-Bielefeld, una trattoria deliziosa e sublime, che ho deciso di recensire usando lo stesso tono, aulico ma anche spaccapalle, pretenzioso ma anche velleitario, semicolto ma anche completamente e visibilmente ignorante. Per la serie , “devo farmi una cultura, mi dia il libro piu' noioso che ha”. Un capolavoro del pettinatismo con presentazione degna di Masterchef.

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La setta del testosterone.

La nuova sparata di Hegseth, il ministro della Guerra americano, può sembrare una boiata innocua, una delle tante dichiarazioni muscolari destinate a durare il tempo di un ciclo di notizie. Ma non lo è, almeno fino a quando non andiamo a inquadrarla in un contesto più ampio: quello della setta ideologica di cui fa parte. Non si tratta infatti di un concetto neutro, né di una semplice opinione personale sulla disciplina, sulla guerra o sul ruolo dei soldati. È un concetto che appartiene a un’ideologia precisa, quella transumanista. Prima di arrivare a questo, però, credo sia necessario scendere nel merito e osservare i dettagli.

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“Ma lo hanno tutti”!

Per puro caso, discutendo d’altro sul fediverso — e non sto puntando il dito contro nessuno, sia chiaro — mi sono ritrovato a parlare della famosa questione: «Ma i miei amici non vogliono contattarmi su Matrix, XMPP o qualsiasi altra cosa.» Dicono che WhatsApp ce l'hanno tutti!

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“Non” esistono alternative?

Nello scorso post ho parlato di come le logiche tecniche — o le culture aziendali, come si chiamano oggi — stiano traboccando dai confini delle aziende e stiano progressivamente allagando i campi della politica, della società e della cultura. Il vero problema, però, è che le grandi aziende, o comunque le realtà economiche immense, non sono affatto una novità. Esistono da secoli. Basti pensare alle compagnie coloniali inglesi e olandesi, che disponevano di eserciti, flotte, territori e poteri quasi statali. E prima ancora esistevano i grandi mercanti, i banchieri, le corporazioni e le famiglie commerciali capaci di influenzare interi regni. Quindi la domanda è: che cosa è cambiato, dentro le aziende?

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Oligarchie e social network.

Sto cominciando a vedere, un po’ ovunque in rete, una serie di scritti che sembrano convergere tutti verso lo stesso problema: il fatto che i tecnogiganti stiano diventando dei veri e propri imperi, capaci di decidere chi sarà il presidente degli Stati Uniti, di interferire direttamente con la politica estera e, nel frattempo, di amministrare quantità di denaro, infrastrutture e risorse semplicemente indecenti. L’errore assurdo che vedo, però, consiste nel pensare che questa situazione stia nascendo soltanto adesso. E, soprattutto, nel credere che sia un fenomeno limitato ai giganti del settore tecnologico.

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Chat Control, e il mito dell' E2E

per capire cosa stia succedendo davvero nel caso della cosiddetta direttiva “Chat Control”, occorre capire bene, e sfatare, un mito nel quale credono tutti. Occorre cioe' capire come funzionano (o meglio, NON funzionano) i cosiddetti sistemi con “Crittazione E2E”, cui tutti attribuiscono poteri immaginifici, ma per come viene implementata, non e' niente di quello che pensate.Prima smontiamo il mito, poi vediamo di capire come si sviluppa tutta la narrativa che circonda questa minchiata.

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Difesa UE. Sfatiamo qualche mito.

Quando i giornali italiani, che sono corrotti dagli americani sino alla nausea (Vero Rampini?) parlano di difesa europea, dimenticano sempre di omettere un “piccolo” dettaglio. Ovvero, il fatto che il trattato di difesa ci sia gia', e che sia addirittura stato usato, solo in maniera diversa. Vediamo perche'.

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Università umanistiche: il perché di un fallimento.

Stavo osservando i log dei server che gestisco, sia questo blog che altri, e noto una cosa abbastanza impressionante: la furiosa, disperata determinazione con cui i bot cercano di fare ingestion dei contenuti. Arrivano, raschiano, riprovano, cambiano user agent, insistono. Sembrano mosche contro il vetro. E se il vetro non si rompe, continuano comunque, perché da qualche parte ci deve pur essere un contenuto da succhiare, indicizzare, archiviare, riassumere, riciclare. Su questo possiamo farci molta propaganda contro la AI, ovviamente. Possiamo dire che i cattivi robot stanno rubando il lavoro agli autori, che le macchine divorano la creatività umana, che siamo entrati nell’era dei vampiri statistici, e via dicendo. Tutto vero, almeno in parte. Ma il punto che mi interessa non è questo.

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Il problema di una Russia iranianizzata.

C’è una specie di spettro che si aggira per gli stati maggiori europei, e parla in persiano. È lo spettro di una Russia che, guardando a come sta finendo la guerra tra Stati Uniti e Iran, decide di non copiarne soltanto qualche tattica — missili, droni, saturazione, minacce sul traffico marittimo — ma di adottarne la strategia generale. Perché l’Iran, pur non essendo una superpotenza tattica nel senso americano del termine, ha usato una strategia di una semplicità quasi geniale: ha mostrato, in tempi piuttosto rapidi, il più grosso problema delle forze USA.

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Turbine di cazzate.

Oggi è stata una giornata da record. Nonostante io abbia sistemato numerosi filtri per tenere fuori la crociata contro l’AI — perché anche il rumore, a un certo punto, diventa una forma di inquinamento acustico dell’anima — un messaggio è riuscito comunque a raggiungermi. E conteneva una cazzata che definirei “turbinosa”: non una cazzata normale, statica, composta, educata, di quelle che stanno lì e puzzano in silenzio. No. Una cazzata turbinosa è una cazzata che gira, aspira detriti, solleva polvere, e soprattutto emana subcazzate tutto attorno a sé. Le sparge. Le dissemina. Le feconda, quasi. E quindi vorrei scrivere con chiarezza per quale motivo sia una cazzata.

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