Das Böse Büro

Le etichette sono il contrario del pensiero.

Sulle statistiche a braccio.

Per motivi diversi, mi sono trovato a leggere una pagina web. Di per sé nulla di strano, se non fosse che vi si enuncia una tale pila di stronzate da meritare, a un certo punto, un serio debunking. Parlo di questa pagina: https://pinperepette.github.io/signal.pirate/articoli/i-numeri-sono-giusti.html La prima cosa da dire è che, quando si parla di statistica, occorrerebbe prestare una certa attenzione agli ordini di grandezza, alla natura dei dati e al metodo con cui vengono raccolti. Perché qui vedo un paio di astuzie e molta, molta, molta ignoranza.

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Sui font, e autocompiacimento.

Ho già ricevuto diverse email sul nuovo font del blog. Secondo alcuni sarebbe «difficile da leggere»; secondo altri, più sinteticamente, «fa schifo». Il punto, però, è un altro: OpenDyslexic è un font concepito per facilitare la lettura alle persone dislessiche. Non significa che funzioni necessariamente per ogni persona dislessica, né che esista un font miracoloso capace di risolvere la dislessia. Significa soltanto che è stato progettato tenendo conto di alcune difficoltà che possono presentarsi durante la lettura. È successo che una persona dislessica mi abbia scritto per email. Mi ha detto che i post gli piacciono, ma che faceva molta fatica a leggere quelli più lunghi proprio a causa della dislessia.

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Vivere con la mente negli USA.

Un paio di post fa ho scritto che la sinistra italiana sta accettando di diventare una porcheria “liberal” nel senso americano/anglosassone, semplicemente perche' in un contesto anglosassone si sente piu' a casa propria, e per questo vantaggio poco consistente ha sacrificato qualsiasi parte di sinistra operaista o working class, per diventare una sinistra del ceto medio, ovvero una sinistra piccoloborghese. E scontare quindi la distruzione attuale del ceto medio, in termini di calo di voti e di consensi. Ma quello che secondo me andrebbe chiarito e' l'effetto di un paese che, per via dei social americani e dei politici che si dividono tra MAGA e WOKE, vede solo i problemi americani e non quelli locali. E questo vale sia in Italia che, sia chiaro, in Germania. Con gli stessi identici risultati: la gente che ha problemi non-americani e' stufa marcia di sentir discutere di problemi americani.

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Abbeppegrillo, la caduta.

Per qualche motivo — suppongo legato al fatto che, nei suoi spettacoli teatrali, debba presentarsi davanti a un pubblico senza vergognarsi troppo del risultato del proprio «esperimento politico» — Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog un post nel quale accusa il Movimento di avere «tradito i suoi ideali» e di essersi «lasciato cambiare dalla politica». In quel post c’è talmente tanto da spacchettare che conviene procedere per gradi, evitando di ingoiare tutto insieme come se si trattasse dell’ennesimo sfogo del fondatore deluso dalla propria creatura.

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Le allucinazioni di Rampini.

Che la stampa italiana voglia far entrare il paese in una situazione culturale molto MAGA, lo scrivo da tempo, Lo dissi quando Rampini comincio' a leggere gli articoli di Breitbart sul Corriere, e lo ripeto ora che continua, ormai continuamente, a ripetere tutto quel che legge sia su Breitbart che sulla Fox. E siccome gli USA vivono in una specie di gigantesca allucinazione collettiva, Rampini – che vive negli USA – e' un buon mezzo per capire la cultura americana, e le sue allucinazioni.

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Estremisti opportuni.

Ho sempre avuto un pessimo rapporto con i centrosocialati e con i centri sociali, occupati o meno. Le ragioni affondano parecchio indietro, nella mia prima adolescenza.Probabilmente, almeno in parte, si tratta di un bias nato allora e mai più corretto. Resta il fatto che, sebbene abbia vissuto a poca distanza da luoghi come piazza Verdi, a Bologna, e sia persino andato all’Isola per un paio di concerti, non sono mai riuscito a percepire quei posti come luoghi «veri». Non abbastanza veri, almeno, da potervi stabilire il centro delle mie amicizie, delle mie conoscenze o, più semplicemente, di una parte della mia vita.

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Disimpronte ecologiche. Un anno dopo.

Credo di avere già parlato di Dream.in.Sanity, l’artista che produce black/death metal e relativi videoclip usando l’intelligenza artificiale. A distanza di un anno, la qualità è cresciuta sensibilmente: video più definiti, strumenti più distinguibili, suono meno impastato e produzione più controllata.

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Praenuntii vesperi.

Tra gioiellieri che sparano, gente ammazzata dalla polizia e sproloqui politici ormai quasi estivi, le cronache offrono poco su cui riflettere e moltissimo su cui vaticinare. A riassumere bene il livello generale provvede un filmato nel quale l’Impero romano porta il fascio littorio ai giochi del Colosseo, come se fosse una fiaccola olimpica, e infine lo consegna a Vannacci. Non si capisce perché: il fascio era l’insegna dell’imperium, non un trofeo da trascinare nell’arena e regalare al primo generale di passaggio.

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L'Odissea di Nolan e' una cagata pazzesca (cit.)

Non capita spesso, a chi ha fatto il Liceo Classico, di avere finalmente qualcosa da dire ai contemporanei. Se non, naturalmente, per far sapere ai contemporanei di aver fatto il Liceo Classico. E questo film, purtroppo, svolge precisamente quella funzione. È quello che, per certi ambienti del PD, rappresentava girare con Il Maestro e Margherita sotto il braccio: un oggetto di riconoscimento, un segnale sociale, un modo per comunicare agli astanti di aver fatto il liceo. Spesso il liceo cremino della città, quello dal quale si esce convinti di aver ricevuto non tanto un’istruzione, quanto una qualche forma di investitura sacerdotale.

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“Compound Postnucleare”, in Molise un morso identitario che sopravvive anche a chi lo mangia

Mi sono sentito particolarmente ispirato da una amabile recensione superpettinata, QUI IL LINK e ho ricordato di aver visitato, usando la linea Molise-Bielefeld, una trattoria deliziosa e sublime, che ho deciso di recensire usando lo stesso tono, aulico ma anche spaccapalle, pretenzioso ma anche velleitario, semicolto ma anche completamente e visibilmente ignorante. Per la serie , “devo farmi una cultura, mi dia il libro piu' noioso che ha”. Un capolavoro del pettinatismo con presentazione degna di Masterchef.

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